
Appartengono alla famigia degli Aracnidi (artropodi con quattro paia di zampe), hanno un esoscheletro formato da piastre flessibili, sono diffusi ad altitudini non elevate, in ambienti umidi ma anche in quelli aridi o desertici.
Conducono una vita notturna e si nutrono generalmente di altri animali che catturano con le robuste chele e paralizzano con il pungiglione velenoso.
Durante il giorno o nei periodi di inattività sono solitamente nascosti in fessure del terreno, sotto piccole pietre o sotto le cortecce dei tronchi.
Le specie italiane appartengono al genere Euscorpius: la più grande (circa 5-5,5 cm) è la Euscorpius italicus, diffusa nell'italia settentrionale e centrale; altri generi come Eusorpius flavicaudis (4-4,5 cm) si trovano nell'italia occidentale e nelle isole mentre l'Euscorpius carpathicus é diffusa in tutte le regioni.
Dopo l'accoppiamento, che ha luogo in primavera, la femmina può emettere un numero di uova variabile da sei a novanta in cui i figli sono già formati (ovoviviparità) e raggiungono lo stato di adulto solo dopo un anno, un anno e mezzo, nel primo periodo della loro vita vivono sul dorso della madre.
Alcune specie italiane sono innocue per l'uomo mentre altre possono provocare un dolore esteso con tumefazione della parte colpita.
Per quanto riguarda il controllo della specie negli ambienti frequentati dall'uomo é bene eliminare le zone di rifugio intervenendo alla base dei muri o dei mobili, mentre le aree esterne delle abitazioni possono essere trattate con insetticidi ad azione residuale.